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Costa d'Amalfi 2020 | E’ una scelta che fa onore e dà forza a questi Comuni
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Walter Vergnano

Cosa la spinge ad affiancare il suo nome alla Costa d’Amalfi per la capitale italiana della cultura?
Senz’altro l’amore per questa terra poiché, subito dopo la mia Città (Torino), sono i luoghi a me più cari e quindi non mi è sembrato vero che mi venisse richiesto di fare parte di questo gruppo.

Dovesse sintetizzare in una parola la sua definizione di Costa d’Amalfi?
Unica!

Fra i due immensi patrimoni culturali che la Costa d’Amalfi custodisce quale lo attira di più: quello materiale (villa Rufolo, Villa Romana, Duomo di Amalfi, etc.), o quello immateriale (usi, costumi, tradizioni, mestieri, etc.)?
Avere trascorso tanto tempo (mai sufficiente!) in Costiera mi porta a dire che non ci sarebbero i primi senza i secondi e viceversa, pertanto li considero uno straordinario tutt’uno.

Crede in una Costiera unita? E perché?
Domanda alla quale davvero non so rispondere. Ogni Comune ha una sua precisa e specifica identità – penso ad esempio a Ravello e Scala tanto vicine quanto diverse – e quindi ritengo che solo chi vive in questi luoghi possa volere o auspicare una “Costiera unita”. Certamente aver deciso insieme di candidarsi a Capitale Italiana della Cultura per il 2020 è una scelta che fa onore e dà forza a questi Comuni.

Qual è il suo luogo dell’anima in Costiera?
In realtà sono (almeno) due: la spiaggia di Castiglione (di giorno) e la piazzetta davanti alla chiesa di Minuta (di sera) dove sono nate amicizie che a distanza di quasi 50 anni sono tra le più care della mia vita.

C’è un aneddoto, un esperienza, un episodio legato alla Costa d’Amalfi che ricorda particolarmente?
Centinaia … ma questo è l’ultimo: il 31 dicembre scorso ritorno a Scala dopo almeno 10 anni e, oggi dottore e già Sindaco, Gabriele Mansi accoglie mia moglie e me nella loro casa per il cenone di fine anno… ed è come se ci fossimo lasciati il giorno prima.

La Costa d’Amalfi è per lei…
La terra dove vorrei vivere dopo Torino.